Come difendersi dal caldo negli ambienti chiusi

Lo studio/casa-forno è uno dei mali che accomuna la maggior parte di noi in questo periodo. Stamattina c’è stato un divertente scambio di battute tra Emanuele da Milano, Letizia da Roma, Simona da Pomigliano d’Arco e me dalla provincia di Frosinone: tutti tormentati dall’afa e dal problema dell’inquinamento da condizionatore!
La parola d’ordine è resistere finché si può, dopo di che non rimane altro che accenderlo e metterlo a una temperatura ragionevole sui 27/28 gradi. Del resto non serve ibernarsi se fuori siamo oltre i 40
Personalmente sono doppiamente sfigata, oltre ad avere il pc fisso in una stanza esposta a sud, con ben due finestre, ho l’aggravante del mal di testa fulmineo che mi scatta accendendo il condizionatore. Stessa cosa l’aria condizionata in macchina, che per giunta è anche nera! Ad ogni modo non mi lamento, fossi negli Stati Uniti sarei con emicrania perenne: lì hanno la mania di creare ambienti indoor artici durante la primavera/estate, per poi provare la sensazione di cadere in padella appena si mette piede all’esterno!
Tornando al Belpaese, usiamo con moderazione il condizionatore, chiudiamo persiane, finestre e tende per non far entrare raggi solari e aria calda e, in ultimo, speriamo che cambino davvero i criteri costruttivi. Ingegneri di tutto il mondo, lo capite che non si possono progettare edifici con pessimo isolamento termico dove si ghiaccia d’inverno e si frigge d’estate?!
Anna Simone
P.S. Acqua, beviamo moltissima acqua del rubinetto





ingegneri… anche i progettisti hanno il loro peso nei progetti! ma Anna ha tanta ragione: le prossime case facciamole meglio! Se una casa di legno è ottima in montagna e un trullo è ottimo dove fa sempre caldo, allora progettiamo tenendo conto di tutto quello che sappiamo per stare caldi d’inverno e sufficientemente freschi d’estate. Progettiamo tenendo conto che l’unico fine è il comfort.
Sì speriamo in dei progetti presenti e futuri migliori!