Nucleare? E io pago!!!

Sta diventando quasi un mantra Nucleare sì, Nucleare no! Senza troppi giri di parole vi dico che sono contraria all’energia prodotta dalle centrali nucleari.

bolletta nucleare

Il mio dissenso parte da riflessioni molto semplici:

  • L’uranio: è la materia prima ovviamente! Le riserve di uranio, economicamente e termodinamicamente sfruttabili, finiranno nel 2060 (stime studio Shell) perché risorsa non rinnovabile formatasi miliardi di anni fa nei processi di nucleosintesi stellare. Mi pare illogico investire i nostri soldi nelle centrali nucleari che costano molto, richiedono dei tempi lunghi tra costruzione e messa in marcia, e per giunta nel momento in cui potrebbero funzionare a regime completo, si esaurirà la materia prima. Si potrebbe ricorrere all’uranio presente nell’acqua marina, solo che la quantità di energia necessaria per tale impresa sarebbe superiore a quella ottenuta dalla fissione dell’uranio estratto! 
  • I costi: parliamo di cinque miliari di euro per reattore.  Mi viene in mente la Salerno-Reggio Calabria che ha visto i costi aumentare di appalto in appalto. Esagero? Certo, ma nel nostro Paese esistono anche le esagerazioni soprattutto quando ci sono di mezzo i soldi dei contribuenti! Celebre è la tragi-comico quanto geniale frase di Totò “ E io pagoooooooooooooooo”
  • Bisogno di energia nucleare per coprire la domanda nazionale. Anche qui Totò calza a pennello quando diceva “ma mi faccia il piacere”. E’ sconcertante volerci far credere che la soluzione al problema energetico del futuro, consista nell’investire nella fonte più costosa e pericolosa. Il processo è il seguente: quando i nuclei degli atomi vengono divisi, si spigiona molta energia, ma insieme a quest’ultima i processi nucleari producono materiali radioattivi pericolosi (scorie a bassa, media e alta attività) per l’Uomo e per l’Ambiente. Un’esposizione di pochi minuti a scorie ad alta attività è sufficiente per assorbire una dosa mortale di radiazioni.
  • Sicurezza assoluta per le centrali di ultima generazione  in Italia si pensa a quelle di classe 3 + ). Questo tipo di sicurezza esiste sulla carta, a mio avviso! Anche la Casa dello Studente dell’Aquila era sicura, in teoria, ma poi sono iniziate a saltar fuori altre perizie e altri dati. Ho fatto un paragone improprio?! No, ho citato un fatto italiano! Volete dati più scientifici? Bene, ecco un archivio di criticità nucleari.
  • Le scorie. Sono tutti quei materiali che, trovandosi nel reattore o nei pressi, sono soggetti a una continua emissione di radiazioni. Dal semplice bullone alle componenti metalliche più grandi (pareti, contenitori e così via). Come vengono trattate? In attesa di trovare tecnologie risolutive si stoccano in depositi sotterranei  e si aspetta che il tempo  (circa 240 mila anni, stando ai calcoli teorici) faccia perdere la radioattività. L’Italia, zona altamente sismica, non è adatta a questo tipo di deposito. Oppure per ovviare ai costi dei depositi anti-sismici si sceglierà solo la Sardegna? Voi che ne pensate?

Anna Simone

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