Come si salva un riccio

La mia amica Paola pochi giorni fa ha trovato quattro piccoli ricci orfani. Ieri mi scrive “Ann il riccio più piccolino di tutti (quello che avevo trovato in pieno sole) è morto stamattina. Non è che sto sbagliando qualcosa? Ieri sembravano abbastanza arzilli…”. Qualche ora dopo “Altra brutta notizia, Ann. Ne è morto un altro. Forse dovevo dargli il latte. Ho appena visto un tutorial su Youtube… a vederlo prima… Non ho quel tipo di latte […]”

riccio

Questa mattina ci siamo incontrate, la faccenda era seria. Io non sapevo quasi nulla, ma Paola era super informata grazie alle notizie raccolte in internet e ad altre suggerite da alcuni contatti di Facebook (chi dice che Facebook non serve, si sbaglia). I due piccoli ricci superstiti erano tenerissimi, così piccoli, così indifesi e molto deboli. Toccandoli non avevano neppure la forza di chiudersi su se stessi, e per un riccio è grave.

Saliamo in macchina e andiamo dalla veterinaria. Dopo aver fatto conoscenza con molti cani e gatti – solo noi avevamo qualcosa di differente in una scatola fuxia- arriva finalmente il nostro turno. La dottoressa palesemente intenerita non aveva però mai curato ricci. Ha consultato dei libri, mentre il suo cellulare squillava di continuo e si sentivano gli animali in sala d’attesa farsi la guerra come vecchi amanti. Alla fine ha prescritto un antibiotico, delle vitamine e ci ha suggerito di dargli del miele con il latte di capra perché il miele va sempre bene, per qualsiasi animale. A saperlo prima.

Ringraziamo, usciamo e ci rendiamo conto che nel frattempo erano aumentati i piccoli pazienti che aspettavano il loro turno. In macchina abbiamo deciso di non somministrargli l’antibiotico, ma di alimentarli con latte di capra e miele. I ricci non tollerano il latte vaccino perché ricco in lattosio, e questo lo sapeva Paola. Una volta a casa io mescolo il miele al latte e Paola si infila i guanti appositi per prenderli. Così con l’aiuto di una siringa senza ago la mia amica riesce ad alimentarli un po’. Dopo pochi minuti si vedevano già più arzilli e uno tentava addirittura di uscire fuori dalla scatola. Merito del potere del miele 🙂

Sappiamo che hanno bisogno di mangiare ogni tre ore. Secondo noi questi ricci ce la faranno ad arrivare al letargo di ottobre.

La natura crea mondi affascinanti e perfetti, anche quello dei ricci lo è. Solo che noi uomini dobbiamo far piano, dobbiamo entrare in un punta di piedi.

AGGIUNTA 

Vi prego di leggere tra i commenti: ci sono delle informazioni importanti. I buoni propositi da soli non salvano dei piccoli ricci.

Riassumo i punti:

Anna Simone

14 pensieri su “Come si salva un riccio

  1. Anonimo

    Ciao,
    mi occupo di ricci da alcuni anni.

    La detenzione di fauna selvatica protetta (il riccio lo è) è vietata. La cosa migliore da fare sarebbe affidare i riccetti agli enti o alle strutture preposti (CRAS o Polizia Provinciale).
    Purtroppo l’inesperienza e il fai da te possono far danni.
    Non capisco come mai abbiate deciso di non somministrare l’antibiotico ai ricci se la vet glielo aveva prescritto…

    L’unico latte che può andar bene per i ricci lattanti è ESBILAC PER CAGNOLINI prodotto da PetAG (si ordina in farmacia). Il latte di capra può essere utilizzato come sostituto solo per 24 ore al max. I ricci che non vengono alimentati correttamente possono sviluppare problemi di vario genere, come ad esempio paralisi (parziale o totale).

    Nemmeno gli omogeneizzati per bambini sono un cibo adatto. Sono alimenti pensati per le esigenze di cuccioli d’uomo; i ricci hanno necessità alimentari molto diverse!

    Vi consiglio di aprire una discussione sul forum Hedgehogs (http://www.hedgehogs.altervista.org/forum/) dove potrete ricevere consigli mirati e specifici per il vostro caso. Il forum è gestito da persone competenti ed esperte, alcune delle quali hanno collaborato con SOS Ricci, l’unico centro italiano specializzato nella cura dei ricci.

    Non lasciatevi ingannare dall’apparente vitalità dei riccetti: si mostrano vivaci per non apparire deboli agli occhi di potenziali predatori (in natura sono prede e l’uomo per loro rappresenta un pericolo).

    Evitate in ogni modo di imprintarli, pena il mancato reinserimento in natura.

    Sul sito http://www.recuperoselvatici. it potete trovare il CRAS (Centro per il Recupero degli Animali Selvatici) più vicino a voi.

    1. cinzia

      Salve, leggo con attenzione il suo post.
      Noi siamo dalla provincia di Vicenza,e da pochi giorni (tre) ci stiamo prendendo cura di tre ricci di quindici giorni.Ho preso contatti con il centro di reggiolo sos ricci ancora sabato scorso e io ed il mio compagno stiamo facendo ciò che ci è stato consigliato, dal latte al betotal per la vitamina B.
      purtroppo qui da noi l’unico centro a disposizione cras si occupa solo di rapaci (chissà perchè) e portarli fuori provincia non si può per la tutela ed il recupero..Se ha qualche consiglio da darci è ben accetto..Abbiamo preso molto informazioni da internet ma purtroppo non è mai abbastanza..Il maschietto (presumo) aveva anche un po di bronchite mi è stato consigliato l’Agumentin ed è stato sommonistrato con successo,adesso il piccolo Giovanni sta bene..
      Speriamo di portarli in letargo per quest’anno..Buona giornata

  2. Ciao,
    grazie mille per le informazioni.

    Noi siamo sole, abbiamo cercato di prendere tutte le possibili info in internet e qui non ci sono strutture e/o enti preposti.

    La veterinaria ci ha dato degli antibiotici ma noi abbiamo pensato di non dargli medicine perche’ erano molto deboli e non volevamo aggravare la situazione. La mia amica Paola, ne sapeva + di lei… questo il motivo.

    Dell’inadeguatezza del latte di capra, abbiamo letto in un secondo momento e ieri siamo andate in farmacia per l’altro.

    Speriamo bene….

    A presto

    Grazie
    Anna

  3. Anonimo

    Ciao Anna,
    dovreste comunque evitare di diffondere info errate sull’accudimento di piccoli ricci perchè nel post inserito sul blog non si accenna minimamente alla necessità di somministrare Esbilac per cagnolini, mentre si fa riferimento al latte di capra che, ribadisco, può essere impiegato solo per poco e non è un alimento completo.

    Appunto perchè siete sole e distanti dalle strutture che dovrebbero occuparsi di fauna selvatica, vi invito nuovamente a contattare lo staff del forum Hedgehogs per avere tutto il supporto di cui avete bisogno. Sul sito http://hedgehogs.altervista.org/contatti.php trovate anche i numeri di telefono mio (Deborah) e delle mie colleghe.
    Crescere piccoli ricci non è facile, sono animali delicati ed estremamente vulnerabili, soprattutto in tenera età. Non sottovalutate la situazione e non prendete iniziative che potrebbero rivelarsi pericolose per la salute dei piccoli.

    PS: La tua amica Paola è una veterinaria? Se no è difficile che, per quanto brava, possa essere più competente di una persona che ha sostenuto e superato una 50ina di esami in medicina (scusa la franchezza).
    Piuttosto puoi dirmi di dove siete: ho una lista di contatti e vet fidati sparsi un po’ in tutta Italia che potrebbero esservi d’aiuto perchè hanno già avuto esperienze con i ricci.

  4. Non raccogliete i ricci se non siete assolutamente sicuri che siano stati abbandonati o che la madre sia morta…No latte di mucca, di capra, di gallina…solo Esbilac e del tipo per cuccioli di cane. La prima cosa da fare prima di nutrirli è riscaldarli (una bottiglia d’acqua calda ben fasciata con un panno in una scatola dove possano anche ripararsi) e telefonare a un Cras o contattare http://hedgehogs.altervista.org

    1. Ciao! Grazie per le informazioni 🙂

      Li abbiamo trovati mezzi morti sotto il sole a picco del primo pomeriggio nel giro di un paio di giorni… probabilmente la madre l’avranno investita.

      Il latte di capra lo abbiamo usato come prima emergenza, Esbilac non si trovava in farmacia se non dietro ordinazione. e dovevamo farli mangiare:-)

      Adesso sono in un centro, dopo averli portati da un secondo veterinario che sapeva come muoversi in confronto al primo!

      Ciao ciao
      Anna

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