Pessimismo, c’è anche quello eco. Ma poi?

Eco-pessimismo: l’ho digitato su Google per vedere se esisteva. Esiste. Non fiducia in un presente o in un futuro verde.

Non voglio rattristarvi, di sabato poi,… Siete liberi di chiudere questo post e passare oltre 🙂

Che mi prende?

Il mio amico Cristian, che ricorre spesso su questo blog, mi ha sempre consigliato di risolvere i problemi con carta e penna. Il metodo sarebbe scrivere su un foglio bianco il problema, pensare alla soluzione, e poi ai modi per arrivarci, ma tutto per iscritto. Una sorta di schema. Io non l’ho fatto, perché non è un problema, è uno stato d’animo. Forse funziona anche con gli stati d’animo… beh, se non passa proverò con lo schema!

Una frase di una canzone di un gruppo locale, I Daniel si chiamavano, diceva “Pensare troppo fa male al cuore, io me ne vado al mare”.

Già ma volendo andarci al mare, quello vicino casa mia è inquinato. L’acqua è “truvula” (in italiano sarebbe come dire di uno sporco marroncino-verdognolo) per via degli scarichi delle fabbriche, delle fogne domestiche, eccetera. Ci sono delle bandiere blu, ma io non riesco a entrarci. Secondo me le bandiere blu sono soltanto un business…

Questo per dirvi che se ci andassi aumenterebbe l’eco pessimismo e diminuirebbe l’eco pensiero. Non è un problema del Paese-Italia è questione di cultura dell’intero globo. I retaggi culturali si combattono difficilmente e tutti si sono, ormai, rassegnati a lasciare andar via la Natura, non facendo nulla per trattenerla.

Ma a voi non prende malinconia quando pensate a un passato che non esiste più? Non si chiude lo stomaco sapere ad esempio di un ruscello ormai secco, di un prato cementificato, di un bosco disboscato dove andavate a giocare da piccoli? O anche la nostalgia dei suoni… i grilli e le cicale d’estate non si sentono quasi più. E le lucciole così straordinariamente affascinati, dove sono? Prima si ritrovavano in macchina se si lasciavano i finestrini aperti, adesso sono pochissime anche tra l’erba dei campi. I campi poi… mi ricordo i profumi di quelli coltivati a grano, fave, erba medica, pomodori con il sottofondo delle voci dei contadini.

Queste cose e mille altre ancora, appartengono al mio passato di bambina. Fa tristezza se ci ripenso, intristisce quello che non esiste più, ma fa maggiore tristezza pensare al futuro. Mi rifiuto di doverlo accettare con una natura morente, perché di questo di tratta.

Conviviamo con un paradosso: la chimica, tanto odiata da quasi tutti a scuola, la osanniamo nel quotidiano. Plastiche, additivi, conservati, coloranti, materiali tossico-nocivi, non esistono in natura, li abbiano creati noi. Ce li propinano in continuazione e se non li vogliamo nella nostra vita è complicato trovare delle alternative.

Ecco è complicato ma ci sono. Questo dobbiamo ricordarcelo: se vogliamo veramente una cosa dobbiamo make an effort.

Che vogliamo fare, arrenderci e far vincere la chimica tossica?

Io no, non voglio arrendermi di questo sono sicura, ma a volte è difficile… e allora occorre respirare profondamente…

Anna Simone

11 pensieri su “Pessimismo, c’è anche quello eco. Ma poi?

  1. Se vuoi proprio andare in eco-depressione eccoti una chicca:

    COMUNICATO STAMPA

    …Piaccia o non piaccia ad Angelo Bonelli.

    Il referendum ha sbloccato il Nucleare

    (LIBERAMENTE PUBBLICABILE – NON RISERVATA PROPRIETÁ)

    (Roma 2 luglio 2011 ) – Il Comitato Italiano per il Rilancio del Nucleare (Cirn) invita il Presidente dei Verdi Angelo Bonelli a leggere gli abrogati comma 1 ed 8 dell’articolo 5 del Decreto-legge 31 marzo 2011 n. 34, convertito dalla Camera il 25 maggio 2011 , che rispettivamente sancivano (comma 1) l’avvio della moratoria sul nucleare con lo stabilire che « … non si procede alla definizione e attuazione del programma di localizzazione, realizzazione ed esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare»; (comma 8) l’obbligo di riesaminare entro un anno la questione, seguendo una farraginosa prassi di concertazione. Con l’abrogazione del comma 1 gli italiani hanno cancellato la moratoria, cioè il “non si procede”; con l’abrogazione del comma 8 l’obbligo, ma non la facoltà, di riesaminare entro un anno la questione, liberando altresì il Governo dal seguire una prassi irta di incognite e di ostacoli.

    «Certo la situazione non si è ancora decantata – commenta l’ingegner Giorgio Prinzi, Segretario del Comitato Italiano per il Rilancio del Nucleare – ma è evidente che bisogna da subito rimuovere dalle oscurantiste menti ecotalebane ingiustificati convincimenti. Bene hanno fatto l’Amministratore Delegato di Enel Fulvio Conti e il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a riparlare dell’opzione, scatenando la suscettibilità di Angelo Bonelli, al quale il Cirn consiglia vivamente di andare a leggere i testi dei comma abrogati e farsene una ragione. Sotto il profilo giuridico gli italiani il 12 e 13 giugno hanno cancellato la moratoria e resa più spedita la decisione sulla inevitabile ripartenza».

    Saggiamente e con grande senso di responsabilità il Governo aveva deciso di lasciare decantare la questione, cancellando di sua iniziativa le norme che avrebbero dovute venire sottoposto a referendum abrogativo. Gli antinucleari hanno gridato alla “presa per i fondelli” e hanno “preteso” di votare lo stesso e comunque, non importa su cosa, ma nell’illusione di potere “cancellare” Berlusconi, che al contrario si è nuovamente preso beffa di loro.

    Ancora una volta la risposta istituzionale è stata ispirata a saggezza e senso di responsabilità. Si sono lasciati sfogare i più esagitati istinti “berluscabrogazionisti”, facendo “contenti e gabbati” quanti pensavano che un segno su un quesito di cui ignoravano le reali implicazioni fosse sufficiente a cancellare il Nucleare e a “relegare in soffitta” Silvio Berlusconi e quello che rappresenta la sua presenza sulla scena politica nazionale.

    «Altro che “presa per i fondelli” – commenta ironico il Segretario del Cirn – la Corte di Cassazione è andata molto, ma molto più in profondità, e, soprattutto, cogliendo perfettamente nel segno».

    Il parere del costituzionalista, specializzato in questioni referendarie, Giovanni Guzzetta, sulle implicazioni dell’abrogazione referendaria dei citati comma, premendo sul sottostante collegamento:

    http://www.asca.it/news-NUCLEARE__I_DUBBI_DI_GUZZETTA_SUL_QUESITO__E__CONTRADDITTORIO-1023474-POL-.html

    PER SCARICARE DOCUMENTAZIONE TECNICA DEL CIRN

    collegarsi alla pagina web

    http://www.giorgioprinzi.it/nucleare/audiovisivifonti/energia.htm

    (visualizzazione completa della pagina solo con browser Explorer)

    RECAPITI CIRN

    Comitato Italiano per il Rilancio del Nucleare

    06.7049.6222 – 339.12.67.704

    com-nuc.segreteria@libero.it

    Mandi,
    Renzo Riva
    C.I.R.N. F-VG – Comitato Italiano Rilancio Nucleare

    renzoslabar@yahoo.it
    http://renzoslabar.blogspot.com/
    +39.349.3464656

  2. Simone Martini

    Prima o poi petrolio e derivati dovran pure finire…
    Quello che realmente mi preoccupa invece è l’inquinamento genetico e radioattivo, la perdita di biodiversità, questo sì.

  3. Anch’io amo la natura.
    Fra quelle naturali quella femminile è quella che amo di più.
    La radioattività mi pice confinata come l’elettricità di cui tutti avevano paura negli anni trenta dello scorso secolo.

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