Innamorata … del metodo biodinamico!

Full in love! Di chi? In questo caso sarebbe meglio svelare di cosa 🙂 Dell’agricoltura biodinamica.

E’ un tipo di agricoltura che non fa uso di prodotti di sintesi chimica e va oltre il biologico, nel senso che ricerca l’equilibrio dell’ecosistema agrario, a partire dalla stimolazione della fertilità del terreno con ritrovati scientifici e agricoli fantastici. Tutto è scandito dai tempi delle fasi lunari. E poi ci sono miliardi di altre cose che suggeriscono e parlano di un mondo fantastico, antico ma moderno al tempo stesso.

Insomma i prodotti finali sono di altissima qualità, così se prima simpatizzavo per il biologico ora subisco il fascino del biodinamico e mi ritrovo con il cuore diviso a metà 🙂

Ho intervistato numerosi esperti del settore per saperne di più, perché sono curiosa. Le informazioni raccolte le trovate in questo mio articolo su Tekneco, non vi resta che leggerlo per decidere se volete abbandonare i prodotti industriali per quelli biodinamici e/o biologici!

Anna Simone

4 pensieri su “Innamorata … del metodo biodinamico!

  1. Simone Martini

    Quando si dice che l’amore è cieco..:-) diciamo che nel biodinamico bisogna crederci…
    Vuoi sapere quale sarà la vera rivoluzione verde del secolo? Leggi qui: “Le spazzature delle vie, i resti delle cucine e dei mercati, i cascami delle lavorazioni artigianali, le deiezioni umane: prima dell’avvento dell’agricoltura industriale tutto ciò che era organico o veniva cmq rifiutato dalla città era avidamente ricercato dagli agricoltori per essere trasportato sui campi ed accrescere, dopo i dovuti trattamenti, la fertilità della terra.” [Piero Bevilacqua].
    Con il biologico si è fatto il primo passo; ma per chiudere il cerchio bisognerà tornare a riciclare le deiezioni umane. Probabilmente non lo leggerai da nessuna parte, ma puoi scommetterci, entro il 2100, e forse potrebbe essere già nel 2040, si comincerà a riconsiderare questi scarti come fertilizzanti per l’agricoltura.
    Il concetto se ci pensi è elementare: tutto ciò che sottrai ad un terreno lo devi restituire a quella stessa terra, altrimenti il bilancio non andrà mai in pareggio.
    Certo, forse oggi si spende meno a comprare fertilizzanti chimici, letame, ma non sarà sempre così. Io poi, lo sai, sono quasi un meccanico, e non me ne intendo troppo di agricoltura; ad ogni modo fra 30 anni quando saremo vecchi ci risentiremo e mi saprai dire se non avevo ragione..:-)

  2. Ciao Simone!
    Non credo che i nostri scarti umani serviranno per fertilizzare. Da qualche parte mi ricordo di aver letto che siamo gli unici “animali” a produrre “scarti” non utili alla terra!
    A meno che non inventino qualche macchinario per processare il tutto 🙂

    Ad ogni modo al 2012 della profezia Maya manca poco, se superiamo quella data nel 2040 sapremo chi di noi ha ragione 🙂

    A presto
    Anna

  3. Simone Martini

    Non esiste materia organica che non sia utile alla terra… ma lo dimostra anche il fatto che in passato le deiezioni umane erano ricercate dai contadini propio per aumentare la fertilità delle loro terre. E’ un fatto riportato da uno storico; Pietro Bevilacqua è docente di storia a la Sapienza di Roma. Se poi si tiene conto del progressivo esaurimento dei combustibili fossili, dei fosfati (http://ecoalfabeta.blogosfere.it/2007/09/il-picco-del-fosforo.html) etc., si arriva alla logica conseguenza che prima o poi, se non si vogliono desertificare le campagne, bisognerà tornare a sfruttare tutta la materia organica della filiera agro-alimentare. Non lo so, per me è una cosa ovvia… cmq spero di avere ragione, altrimenti che figura ci faccio..:-)
    Ecco, in effetti un problema nell’impiego di questi fertilizzanti ci sarebbe… contengono batteri che potenzialmente potrebbero far scoppiare epidemie di tifo, colera… robettine così :-), ma immagino che una soluzione la si possa trovare, io spero…
    Ad ogni modo, vedremo…

  4. Simone Martini

    Qualche settimana fa leggevo del sovescio… permette di aumentare la fertilità del terreno semplicemente interrando una certa coltura. Non lo sapevo…
    Forse, come dicevo, in futuro le deiezioni potrebbero costituire una risorsa, ma sicuramente sarà proprio il sovescio a fare la differenza…

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