Il calzolaio salva il mondo sistemando le suole

calzolaio

E’ un’arte magica e nobile quella del ciabattino. Sottrae centinaia di scarpe dalla morte in discarica, riduce l’ inquinamento, il consumo di materie prime per fabbricarne di nuove e non indebolisce il nostro portafoglio 🙂

Basta un rinforzo alle suole o rifare il tacco per continuare a calzare un paio di scarpe per altri mesi, rimandando l’atto di buttarle nell’indifferenziato o, se va bene, nel cassonetto di abiti e scarpe usate.

Parto da me stessa. Ero convinta di essere estranea alla mania femminile di acquistare scarpe sempre e comunque. Ho notato, invece, che anche io ne compro molte e magari poi non le metto trovandole scomode in un secondo momento, quando è tardi per riportarle al negozio. Alcune volte le salva il mio ciabattino di fiducia, altre non c’è nulla da fare tranne che trovare qualcuno a cui regalarle.

La scorsa settimana ad esempio ho iniziato a mettere degli stivali comprati l’anno precedente e mai usati. Dopo qualche ora mi sono accorta che uno era piccolo, e mi faceva malissimo il calcagno. Immettibili, se non fosse stato per l’arte riparatrice del calzolaio che utilizzando una forma ha “allungato” quello corto.

I ciabattini sono sempre meno, quanti ne conoscete dalle vostre parti? E’ un’arte utile che scompare, portandosi dietro il buon costume della riparazione. Tra l’altro avete notato che non tutte le scarpe si possono sistemare?  Alcune hanno un tacco di gomma che quando si consuma non si può far nulla. A mio avviso le industrie calzaturiere le realizzano così per incentivare al nuovo acquisto. E’ come il meccanismo delle cose in garanzia. Appena quest’ultima scade possiamo star sicuri che l’aggeggio in questione si romperà  e sarà più economico fare una nuova compera piuttosto che mandare il tutto in assistenza.

Non resta che sfruttare al massimo i ciabattini finché ci saranno, salveremo molte scarpe 🙂

P.S. Per quanto mi riguarda devo prestare maggiore attenzione nei negozi di scarpe, perdere più tempo nelle prove, magari anche rischiare di farmi guardar male delle commesse che diventano acide con la lentezza decisionale altrui. In Compenso l’ambiente ringrazierà 🙂

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