E per spolverare?

Eh sì bisogna pensare proprio a tutto, spreco e inquinamento sono dietro l’angolo anche per spolverare. C’era una volta il vecchio straccio di lana ricavato per lo più da indumenti dismessi. Oggi ha cambiato nome, si chiama “panno” e si compra nuovo, forse perché pochi pensano a riciclare vecchie maglie per pulire casa?!

Tuttavia il paradosso è un altro e coincide con l’ultima moda dei rotoloni di carta utilizzati per tutto: dall’asciugare  le gocce d’acqua fino a togliere la polvere, passando per la pulizia dei vetri. Ovviamente poi si butta il malloppo cartaceo nel cestino… siccome sarà impregnato di detergenti vari non potrà che andare nell’indifferenziato per la felicità degli alberi, sacrificati per un superfluo uso e getta!!!

C’è di meglio: comprare i piumini togli-polvere sintetici… provengono dalla Cina e non si sa di che materiale esatto siano fatti. Poco importa, vanno nell’indifferenziato anche quelli. Appena finisce la confezione o si persevera nell’errore acquistando nuove ricariche, oppure se si rinsavisce, riflettendo sull’impatto ambientale che hanno simili prodotti si rimane in compagnia di una sorta di manico in plastica resistente…. in grado di sopravvivere più di noi durante il corso dei prossimi anni!

Anna Simone

P.S. Almeno i prodotti che assicurano di tenere lontano la polvere dai mobili e al tempo stesso di lucidarli, risparmiamoceli… serve olio di gomito per pulire, tutto il resto è una presa in giro!

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