Pesce nel sacchetto, che tristezza infinita

Ogni tanto ne inventano una: ora è il turno del branzino cotto dentro il sacchetto di plastica. Non bastava il pollo, hanno plastificato anche il pesce.

pesce surgelato

La novità appartiene a una nota multinazionale di surgelati che propone la ricetta del branzino all’acqua pazza da infornare dentro un sacchetto plasticoso. Il motivo? Dare ai consumatori un modo per gustare una prelibatezza senza fatica. Sarà, ma personalmente non vorrei mai essere invitata a cena e ritrovarmi a dover magiare questo tipo di proposte.

Preferenze personali a parte, a riguardo ho letto un interessante articolo su Il Fatto alimentare. L’azienda fa sapere che il sacchetto non si scioglie nel forno perché è una particolare tipologia di  plastica alimentare che resiste fino a temperature superiori ai 200°C.

Non si può cuocere dentro il forno  a gas, ma sono in quello elettrico perchè il primo ha una distribuzione del calore meno uniforme che potrebbe ostacolare la cottura perfetta e non garantisce neppure di non superare la massima temperatura sostenibile dall’imballaggio (200 gradi).

Che tristezza. Per realizzare la tradizionale ricetta all’acqua pazza serve davvero poco, perché ricorrere a questi sapori artificiali dentro la plastica?

Anna Simone

4 pensieri su “Pesce nel sacchetto, che tristezza infinita

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