L’infinita tristezza delle stazioni ferroviarie italiane

Depressive, trascurate, abbandonate, sporche, puzzolenti: sono queste le caratteristiche della maggior parte delle piccole stazioni ferroviarie italiane. Certo non tutte, ovvio.

degrado stazioni ferroviarie

A me fa infinita tristezza vedere il mix mal riuscito di cemento, ferro e plastica, che si sposa perfettamente con quella sensazione di angoscia che invade l’anima appena si mette piede in una grigia giornata d’inverno. Perché  permettono ad alcuni ingegneri di concretizzare brutture, non ci sono figure in grado di unire funzionalità a un minimo gusto estetico?

Il legno, il verde, la sostenibilità delle costruzioni esistono solo a parole? Mi rendo conto che per motivi di sicurezza non si possono piantare alberi di fianco ai binari ma  a dei semplici vasi, magari con piante grasse che hanno bisogno di poca acqua, non ci pensa nessuno? O anche dell’edera da far arrampicare su quei muri esterni imbrattati da scritte per lo più offensive, sono idee così irrealizzabili?

Perché si deve preferire la puzza di pipì, le luci al neon pericolanti, il grigio del cemento, i vetri sporchi, gli specchi e le panchine rotte?

Anna Simone

2 pensieri su “L’infinita tristezza delle stazioni ferroviarie italiane

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