Abiti usati, dove portarli? Conosci l’iniziativa di H&M?

La gonna fuori moda, il pantalone stretto, il maglione comprato anni fa e messo un paio di volte, la giacca troppo lunga e così via: sono decine i capi che conserviamo nell’armadio in attesa che ci venga una sorta di illuminazione su come riciclarli.

abiti usati

Tra i modi possibili, segnalo la consegna nei punta vendita di H&M, azienda di abbigliamento svedese, che ha fatto partire l’iniziativa Garment collecting.
Tutti i capi tessili, di qualunque marca, possono essere consegnati nei loro punti vendita e in cambio, per ogni sacchetto consegnato (non c’è limite ai sacchetti da lasciare), si riceverà un buono sconto del valore di 5 euro da spendere su un acquisto minimo di 40 euro, per un massimo di due buoni al giorno.
Per quanto mi riguarda proprio lo scorso fine settimana ho lasciato il mio bottino, probabilmente spenderò il voucher per una gonnella primaverile, ne ho viste molte piuttosto carine!

L’obiettivo aziendale mi sembra utile, cioè raccogliere i capi usati per ridurre i rifiuti e dare una seconda vita ai prodotti. Il 95% delle migliaia di tonnellate di tessuti gettati via ogni anno, infatti, potrebbe essere indossato di nuovo o riciclato… la moda non muore mai.

hm-conscious-slogan

Che fine fanno gli indumenti consegnati nei negozi H&M?
Possono seguire tre vie:

  • nuovo utilizzo, i capi che possono essere indossati di nuovo saranno venduti come articoli di seconda mano;
  • riutilizzo, gli indumenti vecchi saranno trasformati in altri prodotti, ad esempio panni per le pulizie;
  • riciclo, tutto il resto sarà trasformato in fibre tessili o sarà usato per altri fini, ad esempio come materiale isolante.

Il denaro ricavato da questo servizio, inoltre, sarà investito in progetti sociali (ad esempio, per ogni kg di abiti usati vengono donati 0,20 centesimi di auro a un’organizzazione benefica locale), di ricerca e d’innovazione legati alla conversione dei tessuti vecchi.
Non male, magari in futuro i capi di abbigliamento non compariranno più tra i rifiuti.

Buon riciclo

Anna Simone

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