Animali selvatici: non tocchiamo i piccoli di capriolo

Raccogliere un piccolo di animale selvatico e portarlo a casa significa quasi sempre arrecargli un danno.
La primavera è il periodo della riproduzione degli animali selvatici. Spesso chi si reca nel bosco per un’escursione incontra piccoli di animali selvatici, apparentemente abbandonati. Ma nella maggior parte dei casi non è così. Lo fanno presente gli esperti dell’Ufficio caccia e pesca di Bolzano che invitano a non toccarli.

capriolo 2

Gli equivoci principali riguardano i piccoli di capriolo: è normale che la madre lasci il cucciolo in mezzo all’erba, in un luogo riparato, e si allontani alla ricerca di cibo. A intervalli regolari, però, torna ad allattarlo e a coccolarlo. I piccoli di capriolo non emettono odori e ciò a protezione di eventuali predatori che cercano le loro prede guidati dall’olfatto. Tra l’altro, grazie al mantello maculato si mimetizzano perfettamente, aiutati anche dall’istinto ad accovacciarsi immobili sul terreno, così da non far notare la propria presenza.

Nella maggior parte dei casi, quindi, chi raccoglie un piccolo di animale selvatico e lo porta a casa arreca un danno. Il piccolo che sembra aver bisogno d’aiuto è invece sano e la sua sopravvivenza viene messa in pericolo proprio dall’intervento umano.


Anna Simone

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