Sostenibilità ambientale, il 62% degli italiani dice sì

Finalmente la sostenibilità ha fatto breccia nel cuore e nella mente degli italiani, sono 31 milioni coloro che si dichiarano molto interessati ad adottare comportamenti virtuosi sia in casa sia al di fuori delle mura domestiche.
Dalla corretta raccolta differenziata alla scelta di prodotti naturali, bio e biodegradabili, la metà degli intervistati è disposta anche a spendere qualcosa di più per servizi e beni di consumo sostenibili, non certo per la gloria, ma per tutelare l’ambiente, la salute personale e quella dei propri familiari.
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Questi risultati sono emersi dal 2° Osservatorio nazionale sullo Stile di vita sostenibile, realizzato nel 2016 da LifeGate e dall’istituto di ricerca Eumetra Monterosa, e presentato durante l’evento L’importanza di uno stile di vita sostenibile, organizzato da You, una nuova linea di detergenti per la casa 100% di origine vegetale. Ho dei campioncini omaggio, quando li proverò vi saprò dire di più.
Al di là di questi specifici prodotti, ricordate che in media trascorriamo il 90% del tempo in un luogo chiuso, è bene non respirare i composti organici volatili, classe di sostanze presenti in molte profumazioni di detersivi per la casa, perché contribuiscono all’inquinamento indoor.

Tornando allo studio, è stato condotto su un campione di 1.000 intervistati, uomini e donne maggiorenni, prendendo in esame la percezione e il comportamento dei nostri connazionali in relazione alle diverse declinazioni della sostenibilità.
Per fortuna possiamo rallegrarci: per 1 persona su 2 la sostenibilità non è una moda passeggera, ma uno stile di vita sempre più diffuso (49%), mentre il 64% la considera una priorità rispetto alla crisi economica.

Non solo chiacchiere. La sostenibilità è fatta di azioni concrete. Ad esempio, l’86% degli intervistati effettua ogni giorno la raccolta differenziata, il 36% dichiara di evitare, se possibile, l’utilizzo della propria auto, il 33% cerca di consumare alimenti a km 0. Inoltre, il 45% degli intervistati si è detto propenso all’acquisto di beni e servizi sostenibili, anche a fronte di costi superiori.

Forse siamo sulla strada giusta, ma il viaggio è ancora lungo… personalmente conosco persone istruite incapaci di fare la più elementare differenziazione dei rifiuti, cosa che nel 2016 mi sembra gravissima.

Anna Simone

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