Tè e tisane: attenzione agli ftalati dei filtri

Quando fa freddo una tazza di infuso bollente riscalda e mette di buon umore. Io in questo periodo, forse contagiata dalla moda per lo zenzero, scelgo spesso l’accoppiata zenzero e limone, cui aggiungo un cucchiaino di miele che produce un apicoltore amico di famiglia. Ma c’è un però: evito di usare i filtri per il problema ftalati.
tee-te-infuso-filtro-ftalatiDa quando ho visto la puntata di Report L’età della plastica, andata in onda nell’autunno del 2016, ho scoperto che la maggior parte dei filtri di tè e tisane nella composizione, oltre alla cellulosa, ha una percentuale di ftalati che al contatto con l’acqua bollente finiscono nell’infuso e di conseguenza nell’organismo.

Gli ftalati sono prodotti chimici nocivi per la salute, nello specifico possono influenzare il sistema di sviluppo e la capacità riproduttiva, oppure contribuire a provocare l’insorgere di diabete, malattie alle vie respiratorie, lupus, cancro, danni cerebrali nei neonati, sindrome da deficit di attenzione e iperattività.
te-filtro-ftalati-2Potendo scegliere, ho deciso di non immergere più le bustine, ma le rompo e verso solo il contenuto, che rimuovo con un colino di acciaio. In alternativa, compro tè e infusi sfusi, che metto nella pallina filtro o nella teiera dotata di filtro. Ho visto che in commercio ci sono anche delle tazze con il filtro rimovibile incorporato. Insomma, le alternative alla bustina ci sono.

Anna Simone

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