Amianto: non credete alle sirene statunitensi che riabilitano alcune fibre

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Certo si rimane sconcertati a leggere, nel 2018, che negli Stati Uniti, l’Agenzia per la protezione ambientale ha autorizzato l’utilizzo di alcuni tipi di amianto come materiale per l’edilizia.
L’Organizzazione mondiale della sanità lo ha detto in modo chiaro: tutti i tipi di amianto sono cancerogeni.
In Italia questo minerale è vietato dal 1992, ma esistono ancora Nazioni in cui può essere estratto e lavorato per essere esportato. È “attrattivo” perché resistente alla degradazione e al calore, infatti, è stato usato e (in alcune parti del Mondo) viene ancora usato per molte applicazioni industriali e civili.

Di contro, e questo è un fatto, si tratta di un materiale pericoloso, considerando che le sue fibre possono causare tumori del polmone e mesoteliomi; se inalate, entrano in profondità nei polmoni e lì rimangono. Una presenza che crea uno stato di infiammazione persistente in cui vengono prodotte molecole che danneggiano il DNA delle cellule, favorendo la trasformazione tumorale dopo oltre 20 anni dall’esposizione all’amianto.

La pericolosità è legata alla liberazione di fibre nell’aria, quindi più un manufatto contenente amianto è friabile perché in cattivo stato e più pericoloso. Per rimuovere l’amianto, in qualsiasi declinazione di impiego, per legge bisogna rivolgersi a ditte specializzate e autorizzate iscritte all’Albo Gestori Ambientali. I tecnici, dopo una valutazione della pericolosità della situazione, si occuperanno dell’incapsulamento del manufatto oppure della sua rimozione e smaltimento. Indossare mascherine e provvedere da soli non è sufficiente, ma pericoloso.

Negli Stati Uniti, l’Agenzia per la protezione ambientale ha autorizzato l’utilizzo dell’amianto crisolito come materiale per l’edilizia, revocando il divieto in vigore dal 1989.
Nella letteratura scientifica sono presenti alcune pubblicazioni in cui si afferma che il crisotilo, se opportunamente regolato, non è associato a rischi elevati di cancro. Questa tesi chiamata “difesa ABC” dall’inglese “Anythyng But Chrysotile” ossia “tutto ma non il crisotilo” ed è stata per lo più supportata da aziende e associazione industriali che lavorano con l’amianto, tanto che la revisione di questi studi da parte di esperti ha fatto venir fuori manipolazioni di dati e metodi di campionamento e di analisi costruiti ad hoc per sostenere la tesi dell’innocuità del crisotilo.

La maggior parte degli studi di settore e la classificazione dello IARC includono l’amianto tra le forme cancerogene di cui andrebbe abolito l’uso, come per fortuna è stato fatto in Italia dal 1992.

Anna Simone

 

 

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