Bere acqua del rubinetto: perché è meglio

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Siamo accerchiati dalla plastica, moltissima è quella dispersa nell’ambiente. Non c’è neanche bisogno di tante parole, basta fare una passeggiata in spiaggia, in campagna, al parco pubblico o qualsiasi altro luogo naturale per renderci conto della plastica abbandonata. Non a caso quando si organizzano le raccolte volontarie dei rifiuti per ripulire qualche luogo (avete partecipato almeno una volta?), si collezionano sempre molte bottigliette in pet, di quelle usa e getta per intenderci, in particolare dell’acqua.

Riduciamo la plastica inutile

Non sostengo l’eliminazione della plastica dalla faccia del Pianeta perché mi sembra una proposta inattuabile, però possiamo davvero eliminarne parecchia a partire delle confezioni di acqua, un gesto semplice e che fa sorridere il nostro portafoglio.

bottiglie-plastica

Vi invito a riflettere su questo: siamo fortunati perché viviamo in una parte di mondo che, tra le altre comodità, ci fa avere l’acqua potabile a portata di rubinetto, ma ci siamo ridotti ad acquistarla al supermercato, contenuta in bottiglie di plastica (almeno per l’80%, il restante 20% è in vetro) trasportate per chilometri e spesso anche sotto al sole? Eh no, “nun ce semo proprio” direbbero a Roma.

Io abito a Milano, bevo acqua del rubinetto e i miei reni stanno benissimo (lo posso anche certificare con una recentissima ecografia alle vie urinarie!). L’acqua pubblica italiana è di qualità perché super controllata, visto che la normativa di riferimento è stringente e non ci possono essere leggerezze.

Alcuni miei amici e conoscenti che comprano acqua confezionata si giustificano dicendo “quella del rubinetto sa di cloro”. Ora, l’ipoclorito di sodio, noto come cloro, deve essere usato per forza perché garantisce la perfetta igiene dell’acqua, dal punto di pompaggio fino al rubinetto. Per superare questo inconveniente basta raccogliere l’acqua in una brocca e lasciarla decantare per qualche minuto, così da non sentire nessun sapore o profumo di cloro.

Altra questione è quella del peso. Trovo incomprensibile trasportare casse di acqua dal supermercato a casa quando di fatto arriva in cucina e l’unico gesto da fare è aprire il rubinetto. Che poi, con la pioggia d’inverno e il caldo d’estate diventa anche stressante, no? Tra l’altro, quando ci sovraccarichiamo di pesi la nostra schiena non è mai contenta, al massimo lo sono i fisioterapisti che dovranno curarci le infiammazioni.

Meno bottiglie di plastica più salute per il pianeta

A tutto ciò si aggiungono le problematiche legate alla varie forme d’inquinamento. In Italia milioni e milioni di bottiglie viaggiano da nord a sud della Penisola, coprendo distanze che toccano anche 1200 km dalla sorgente di imbottigliamento al punto vendita. Il trasporto avviene su gomma e come è noto i camion contribuiscono ad aumentare sia il traffico sia l’inquinamento dato dai gas di scarico.

Che fine fanno queste bottiglie? Sono prodotte in pet e sono progettate e commercializzate per essere utilizzate una sola volta. Sottolineo che riutilizzarle per usi alimentari non è una buona idea perché c’è il rischio di contaminazione biologica.

Qual è il loro destino? Quelle conferite nel cassonetto della plastica arrivano a riciclo, tutte le altre sono disperse nell’ambiente, inquinando mari, oceani, laghi, fiumi e terreni. Stando alle stime però ogni 4 bottiglie consumate solo una viene riciclata, le altre 3 sono incenerite, interrate o abbandonate nella natura.

Oggettivamente è un controsenso dissetarci con acqua trasportata per km e contenuta in confezioni inquinanti quando c’è quella del rubinetto.

Acqua del rubinetto, la soluzione migliore

La maggior parte dei gestori dell’acqua forniscono le analisi della risorsa idrica città per città e, se controllate, vi accorgerete che i parametri ne garantiscono la qualità.

Alcuni di noi, però, non si fidano delle tubature del palazzo o comunque percepiscono un sapore particolare dell’acqua pubblica: sarebbe allora bene prendere in considerazione l’installazione di un apparecchio domestico di affinaggio dell’acqua, che serve per trattarla e quindi depurarla.

Vi segnalo a riguardo che è partita la campagna Smuoviamo le acque, che sensibilizza sull’uso dell’acqua del rubinetto e sulle varie soluzioni di trattamento, che assicurano il rispetto dei parametri di qualità della risorsa idrica stabiliti per legge al punto d’uso e cioè il nostro rubinetto.

Le soluzioni per sospendere l’acquisto di acqua imbottigliata ci sono: basta un clic per cercarle e farle proprie.

Anna Simone

Post scritto in collaborazione con Associazione Aqua Italia

 

 

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