I tagliaboschi stiano lontano delle querce

Giù le mani dalle querce, non si possono tagliare. Non tutti lo sanno ma è vietato, in teoria. Le cose cambiano se chiedete l’autorizzazione al Corpo Forestale dello Stato. Rilasciano il permesso solo per validi motivi: ad esempio se la pianta costituisce pericolo o se è moribonda. I loro tecnici valutano se l’albero di quercia sia o meno da tagliare o se, invece, si vuole tagliare solo per ricavarne della legna. La perizia è gratuita, un motivo in più per seguire i dettami normativi.

Se vedete da un giorno all’altro abbattere una quercia che vi sembrava in salute e in un posto sicuro (all’interno di un terreno, non può mica dare fastidio al traffico delle macchine!), potete richiedere un intervento della Forestale. Basta fare una telefonata… io ho il numero di quella locale salvata sul mio cellulare, non si sa mai.

Non scambiatemi per rompiscatole perché non lo sono. Mi capita spesso di vedere cose che non tornano nel settore ambientale e preferisco chiarirle subito.

L’anno scorso proprio di questi tempi sono riuscita a far togliere da quelli della nettezza urbana delle lastre di amianto che durante la notte qualcuno aveva depositato vicino un cassonetto dell’immondizia. Dal momento che lavoravo lì vicino non avevo nessuna intenzione di respirare micro particelle di asbesto. Devo essergli sembrata molto competente quando gli ho fatto presente che conoscevo la procedura, perché nel giro di 50 minuti sono passati a prenderlo, eppure avevano esordito dicendo che non erano attrezzati!

Certo, non sono arrivati con il sorriso sul viso, ma che importa io volevo solo farlo togliere e lo hanno fatto! E pensare che secondo i miei colleghi quelle lastre di amianto sarebbero rimaste lì per mesi, invece… 🙂

Anna Simone

P.S. Sulla rubrica del vostro cellulare,  tra i numeri che potrebbero esservi utili, non possono mancare Corpo Forestale dello Stato e Arpa delle vostre parti.

P.S. Questa notte ho sognato che avevano tagliato a metà il fusto di un grande albero di castagno che ombreggia una piazza, del paese dove vivo. Discutevo con il vigile e lo informavo che stavo chiamando la Forestale. Eppure, sono andata a dormire tranquilla tra lucciole e profumo di pane appena sfornato!

16 pensieri su “I tagliaboschi stiano lontano delle querce

  1. Il tuto ben condito da un “sano” dirigismo burocratico.
    Ora che ci hai edotti sapremo che per disfarci delle querce che non vogliamo basta seguire la procedure di far morire la pianta e poi l’abbatteremo.
    Se qualcuna (rompiscatole) farà una telefonata sarà esibita la morte della pianta.
    Cucuc Anna.
    Dirigismo e statalismo sono l’inizio della povertà e la fine della libera impresa: alla fine il comunismo dei beoti.
    Mandi,
    Renzo Riva

    1. Gentile Renzo,

      Rispondo a questo commento e vale per tutti.
      Alcuni tuoi commenti risultano essere offensivi e non ne vedo il motivo.
      L’educazione dovrebbe essere la prima cosa, a mio avviso.
      Da oggi non ho intenzione di pubblicare commenti pieni di insulti o con parole offensive.

      Sono disponibile a confrontarci in maniera educata e con argomentazioni attinenti al tema del post.

      Buona serata

      Anna Simone

  2. Anna Reggio

    Il Sig. Riva scambia il rispetto e la tutela del bene comune con lo statalismo e la libera impresa con l’arbitrio individuale, sfrenato ed elusivo delle regole. Questo a conferma che il più grande difetto degli Italiani rimane, purtroppo, la mancanza di senso civico.

  3. Ah le regole!
    Fatte da chi e per chi?
    In questo caso chi decide cosa è senso civico e cosa non lo è.
    Perché le querce si e gli olmi no? Ed i salici piangenti? Nessuno pensa ai salici piangenti?
    Una massima del prof. Carlo Cerofolini ordinario di chimica ambientale a Firenze ora in pensione.
    Quello che è economicamente insostenibile lo è pure ecologicamente.
    Comunque rivendico il diritto di disporre delle mie proprietà secondo i miei interessi: anche economici.
    Se la mia quercia si vuole renderla di utilità (quale?) pubblica allora la società (tutti, compresa tu Anna) deve sborsare i quattrini necessari a compensare la riduzione della capacità del mio bene economico in via esclusiva.
    Troppo comodo essere buonisti ed ecologisti (ideologici) con la proprietà altrui; in definitiva con i soldi degli altri.
    Mettiamo invece che gli amministratori si mettano a spendere per piantumare querce e farle crescere (per fare che? Per mettersi all’ombra come fanno i perdigiorno?) e poi vorrei vedere se tali poste sono pacificamente accettate da chi alla fine deve cacciare sempre quei maledetti soldi dalle sue tasche!
    Te ne renderai conto il prossimo anno che i tuoi soldi varranno molto meno di oggi e ne avrai a disposizione ancora meno.
    Il bello deve ancora venire.
    Quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare.
    Ti rendi conto che il cosiddetto biologico è elitario ed invece quello che avanza sono le catene distributive alimentari diverse dal biologico?
    Biologico: Cose da “radical chic” o da “gauche caviar”.
    Mandi,
    Renzo Riva

  4. υ ஸ ع عണ ല

    Caro signor Riva, il biologico da boutique è elitario. Non il biologico delle MIE E DELLE SUE CAMPAGNE (per tornare al discorso: proprietà privata). Anna Simone cerca di sensibilizzarci tutti a un dignitoso risparmio (risparmio dei nostri soldi e risparmio del territorio comune, che è risorsa e non può essere stuprato come invece quotidianamente si fa). Se legge bene l’intero blog, noterà che ogni post ha un suo perché e una sua tematica. Tematica del giorno: le querce. Lei può dissentire, ma non può insultare. E non si deve scaldare: tenga il controllo che non siamo in regime di nevrastenia. IO STO CON ECOSPIRAGLI.

  5. Io invece sto con i poveri Cristi che per le paturnie degli eco- e aggiungici il suffisso che vuoi, saranno ridotti alla fame dalle insensate politiche pseudo-ecologiche.
    Con le tue campagne bio cosa vuoi tu provati a nutrire 60 milioni d’individui di questo disgraziato Pese.
    Dove leggi offese nel mio dire?
    Ti offendono le argomentazioni che non vuoi esaminare?
    Delle mie argomentazioni in punta di diritto non fai menzione; per caso sei pure collettivista?
    Perchè solo a fan culo Hitler e non anche Stalin ed i suoi accoliti.
    Io di una specie di coda sono stato dotato grazie ai miei genitori e t’assicuro che non è di paglia.
    Ciao innominabile: per tua prudenza o codardia?
    Renzo Riva

      1. υ ஸ ع عണ ല

        Ah per tua informazione. Non sono comunista e mai lo sarò. Il più grande errore della gente come te è che la vostra mente si muove come un elefante. Dove e come hai sciaguratamente inteso che io sia comunista? Soltanto perché tengo al mio mondo e all’aria che respiro, questo non dice niente sul mio modo d’intendere la politica. Se fossi comunista sarei una bestiola da gregge, mentre invece io sono una persona e voglio rimanere persona. Sei stato molto robotico nel tuo impormi un’etichetta, e questa storia deve finire, in Italia… quest’appiccicare etichette sulla gente per pesarla! Non c’è cosa che mi urti di più. Nello stesso momento (oggi), qualcuno mi dà della fascista e qualcuno mi dà della comunista, ma si può tollerare una cosa del genere? La verità individuale fa male all’interlocutore sprovveduto, perché non sa come prenderla. Ma tocca imparare a farlo, è urgente imparare a confrontarsi per costruire e non per demolire, è non più rimandabile l’atto di pesare le persone senza cercare i loro codici a barre. RAGIONIAMO CON LA TESTA, e non con le divise e non con i simboli e non con le bandiere.

  6. Pingback: Non scaldiamoci con i bancali «

  7. Ridicoli

    Apoggio in pieno quello che dice il signor riva. Sono un imprenditore dell’olio, e mi hanno fracassato i santissimi per aver tolto una decina di querce piccole (manco secolari!) perché erano troppo vicine alla piantagione di ulivi e danneggiavano la produzione, tra l’altro con lo spazio acquisito ho piantato altri ulivi. Volete definirmi un eco killer solo perché preferisco gli ulivi alle querce? Secondo me questo eco fanatismo è radicato in chi vive comodamente sul sofà di un piccolo appartamento di città e non ha idea delle dinamiche del mondo agricolo

  8. Pingback: Foresta, se ne compri una ne salvi quattro |

  9. diego

    nel bosco si deve tagliare tutto seguendo le regole.
    nel frutteto pure
    nel oliveto pure.
    l’agricoltura è una cosa
    la selvicoltura è un altra cosa
    sradicare si può non lo vieta la legge.
    un conto e il bosco ovvero il sopra suolo che ha questa destinazione d uso.
    un conto e il campo coltivato
    http://www.agricoltura.regione.lombardia.it/cs/Satellite?c=Redazionale_P&childpagename=DG_Agricoltura%2FDetail&cid=1213596946454&packedargs=NoSlotForSitePlan%3Dtrue&pagename=DG_AGRWrapper
    saluti

    1. Ciao Diego, grazie per il link che mi sembra molto utile.
      In generale, per abbattere un albero che si trova sulla propria proprietà
      a seconda del Comune di residenza possono esistere ordinanze o regolamenti comunali che stabiliscono il tipo di autorizzazioni/requisiti per poter procedere al taglio di piante.
      Inoltre, se nell’area sussistono vincoli paesaggistici o idrogeologici la possibilità di effettuare il taglio può essere del tutto vietata. Vincoli ancora più stringenti se ci si trova all’interno di parco, riserva o area protetta.
      Per le querce, alberi protetti, ribadisco quanto scritto sopra.
      A presto,
      Anna

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