Sogni di acqua!

Martedì 3 aprile 2012 ore 7.30

Anna, alzati è una splendida giornata, afferma allegramente la voce della radio sveglia.

Mi sono svegliata di buon umore e piena di energie come una bambina! Avevo solo una sete tremenda che ho subito placato con un bicchiere di acqua alla spina. Da quando in Italia hanno reso effettivi i controlli di potabilizzazione e hanno stabilito degli ottimi parametri chimico-batteriologici, tutti hanno incominciato ad aprire il rubinetto di casa e bere l’acqua ricca di sali minerali. Niente allarmismi per le possibili sostanze tossiche come l’arsenico e niente microrganismi patogeni. E’ notevolmente sceso anche il quantitativo di bottiglie di plastica utilizzate. Certo le aziende di imbottigliamento hanno tentato di sconsigliare l’acqua alla spina,ma poi il Ministero dell’Ambiente insieme alle Arpa regionali e all’Ispra sono intervenuti a difesa del cittadino, cui hanno garantito una salutare acqua potabile a casa propria.

Che dire inoltre della gestione della rete idrica nazionale? La privatizzazione non c’è stata e il servizio è miracolosamente migliorato: adesso abbiamo solo un 2% di perdite su tutto il territorio nazionale a fronte dell’oltre 30% precedente. Sono riusciti, inoltre, a sostituire tutte le condutture in cemento-amianto.

Dulcis in fundo il Governo ha anche risolto la problematica del cattivo approvvigionamento e così non ci sono più le zone che soffrono di siccità. Tra l’altro sono rimasta stupita dalla Sicilia. E’ venuto fuori che l’acqua, i siculi, ce l’avevano solo che  “qualcuno” gestiva a scopo di lucro il complesso sistema di dighe. Sono stati pubblicati studi pazzeschi: le precipitazioni su Palermo, ad esempio, non erano affatto anomale. Le uniche irregolarità stavano nella gestione e manutenzione del sistema idrico. La maggior parte degli italiani ignorava il funzionamento del grande affare dell’acqua in Sicilia. Il pensiero comune associava la calda isola alla siccità per mancanza d’acqua. Certo sarebbe bastata una semplice cartina per contare gli innumerevoli fiumi siculi. E sarebbe bastato navigare in internet per visualizzare tutte le dighe costruite e domandarsi: come fanno per non avere acqua?! Beh l’importante è aver risolto il problema che sussisteva fin dall’Italia post-unitaria.

 Anna Simone

P.S. Il post è frutto delle fantasticherie su un’Italia migliore!

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